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  • Dott. Domenico Errico

Impianti dentali? Le grandi bugie e l'esperienza reale!

Aggiornato il: gen 15

"Nel tuo caso è impossibile mettere gli impianti". Ti hanno detto che non puoi mettere gli impianti dentali perché:

  • hai poco osso;

  • hai il diabete;

  • hai l'osteoporosi;

  • hai problemi di coagulazione o comunque prendi farmaci anticoagulanti;

  • sei cardiopatico;

  • fai radioterapia.

Ti hanno detto una bugia!


Dott. Domenico Errico | Specialista in Chirurgia e Implantologia


Nella mia esperienza, mi sono imbattuto centinaia di volte in questa situazione:

Pazienti che, dopo aver consultato diversi specialisti, sono ormai convinti che non ci sia nulla da fare e che devono accontentarsi, per il resto della loro vita, di convivere con una vecchia dentiera, che si muove, non fa mangiare bene e cade (letteralmente), anche nelle situazioni più importanti.


Impianti dentali a carico immediato, funzionalità e sicurezza


Ripristinare la funzionalità della masticazione e l'estetica, attraverso gli impianti dentali, restituisce sicurezza al tuo sorriso e a te stesso; questi interventi, richiedendo una particolare preparazione ed una grande esperienza da parte dello specialista, non possono essere praticati da tutti. In diversi casi, si propinano soluzioni obsolete e dai risultati non ottimali, in mancanza di un'organizzazione che permetta di affrontare soluzioni più innovative.

Le informazioni sbagliate che vengono date ai pazienti, però, creano danni fisici e psicologici rilevanti, quando invece, in quasi tutti i casi, ci sono delle soluzioni.


Le condizioni di salute generale che impediscono di mettere gli impianti sono pochissime


Le condizioni di salute generale che impediscono di mettere gli impianti sono pochissime.

Il Ministero della Salute ne indica due:


  • crescita ossea incompleta (non si possono mettere impianti in bambini e ragazzi fino a 18 anni);

  • situazioni di salute talmente gravi che controindichino ogni intervento non urgente (queste persone hanno ben altri problemi a cui pensare, quindi se stai pensando di mettere gli impianti non rientri di sicuro in questa categoria).

L'ultima controindicazione assoluta, è per i pazienti che assumono bifosfonati endovena per motivi oncologici; generalmente questi sono pazienti con tumori e metastasi ossee, e che quindi probabilmente, rientrano nella categoria di pazienti che hanno ben altri problemi a cui pensare.


In tutti gli altri casi, in cui siano presenti dei problemi di salute, bisognerà prendere le giuste precauzioni, ma l'intervento d'implantologia è possibile.


- Non c'è abbastanza osso per mettere gli impianti?

Capita che l'osso sia scarso, o di scarsa qualità, in questi casi tuttavia, ci sono delle tecniche ricostruttive che permettono di ricostruire o rigenerare l'osso. La maggior parte di queste tecniche si possono attuare in uno studio dentistico che si occupa d'implantologia avanzata, senza ricorrere a complessi interventi in anestesia generale. A volte, addirittura, è possibile mettere degli impianti inclinati o utilizzare impianti zigomatici, per sfruttare l'osso residuo senza ricostruirlo.

- Sei diabetico?

Il diabete non è affatto una controindicazione all'implantologia se è ben compensato, cioè, se il paziente ha uno stile di vita e assume dei farmaci che mantengano il livello di glicemia nei limiti consentiti. Nel caso in cui non sia così, bisognerà modificare la terapia farmacologica per il diabete, in modo da arrivare all'intervento d'implantologia nel migliore dei modi ed eseguirlo in assoluta sicurezza.

- Hai l'osteoporosi?

In questo caso bisognerà valutare attentamente la terapia che segui e la qualità dell'osso nelle zone in cui devono essere inseriti gli impianti. A volte può essere necessario modificare la terapia farmacologica, dopo un consulto con lo specialista che ti segue; nel secondo caso, esistono tecniche in grado d'inserire impianti, anche in osso di scarsa qualità, ottenendo ottimi risultati.


- Assumi anticoagulanti?

La prima cosa da valutare sarà l'invasività e l'estensione dell'intervento e ,in accordo con il tuo cardiologo, prendere in considerazione la necessità di sospendere o sostituire il farmaco antiaggregante/anticoagulante. Per esempio, se prevediamo un intervento in aree dove ci sono molti vasi sanguigni e quindi, con la possibilità di un sanguinamento importante, potrebbe essere opportuno modificare la terapia farmacologica. Nella maggior parte dei casi, però, questo non è necessario perché esistono tecniche per controllare il sanguinamento intra-operatorio in maniera efficace.


-Hai qualsiasi altro tipo di patologia?

In tutti i casi la regola è consultare lo specialista che ti segue e pianificare un intervento in sicurezza.


Oggi esistono tecniche e tecnologie per poter mettere impianti (praticamente) in tutti i casi.


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